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  • Il 60% dei comuni ritiene che gli investimenti che hanno effettuato negli ultimi tre anni nelle infrastrutture per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici siano insufficienti.
  • Nel 69% dei comuni mancano esperti con competenze nella valutazione ambientale e climatica: un problema serio per l'attuazione dei programmi di investimento locali.
  • Per quasi l’80% dei comuni la scarsità di finanziamenti, la durata dei processi normativi e l'incertezza sulle regolamentazioni costituiscono degli ostacoli agli investimenti.

La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha pubblicato i risultati dell’Indagine sui comuni del 2022. Questo ampio sondaggio, che interessa 744 comuni dell’Unione europea, fornisce preziose informazioni sugli investimenti programmati condotti in passato, indicando anche le sfide e i progressi che i comuni devono affrontare nel loro percorso di attuazione delle transizioni verde e digitale. Questi risultati sono della massima importanza in quanto i comuni rappresentano quasi la metà degli investimenti pubblici nell'UE.

Aspetti salienti dell'Indagine sui comuni del 2022:

1.     Lacune e sfide legate agli investimenti: Gli scarsi finanziamenti e le incertezze sulla durata e sugli esiti dei processi normativi continuano a dissuadere i comuni dal pianificare gli investimenti cruciali. Per quanto riguarda l'attuazione, inoltre, la carenza di manodopera qualificata e le strozzature nella catena di approvvigionamento rappresentano dei vincoli significativi.

2.     Scarsità di competenze: L'indagine evidenzia l'importanza fondamentale di un’adeguata formazione della forza lavoro attuale e futura. I comuni segnalano difficoltà nell'acquisire esperti con competenze in campo ambientale e climatico, ed anche con perizia tecnica e ingegneristica. Si tratta di sfide essenziali, il cui superamento è indispensabile affinché i piani di investimento vadano a buon fine.

3.     Focus sulle transizioni verde e digitale: La mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, insieme alle infrastrutture digitali svolgono un ruolo centrale nei piani di investimento dei comuni per i prossimi tre anni. Tuttavia, più di sei comuni su dieci si ritengono insoddisfatti degli investimenti condotti in passato nella mitigazione e nell'adattamento ai cambiamenti climatici; del parere analogo è il 40% dei comuni riguardo ai propri investimenti nelle infrastrutture digitali.

4.      Disparità regionale: I comuni europei sono più avanzati nella trasformazione digitale rispetto a quella verde. Se da un lato le regioni a reddito più elevato mostrano una più alta percentuale di comuni impegnati a investire in entrambe le transizioni, quelle meno sviluppate hanno difficoltà a compiere progressi simili.

Ostacoli agli investimenti municipali

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In che misura ciascuno dei seguenti aspetti costituisce un ostacolo all'attuazione delle attività di investimento del comune nelle infrastrutture? È un ostacolo rilevante, secondario, o non è per nulla un ostacolo? in percentuale
*Base campionaria: Tutti i comuni (escluso quelli che hanno risposto ”non so”/che non hanno risposto)

"Come rivela l'Indagine sui comuni condotta dalla BEI, in tutta Europa i comuni sono alle prese con notevoli carenze di investimenti, in particolare nelle infrastrutture di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. Per i responsabili politici e le parti interessate è essenziale colmare queste lacune e dare priorità agli investimenti sostenibili e resilienti per creare un futuro più verde e più digitale. Occorre affrontare in tutta Europa la persistente mancanza di competenze, anche a livello dei comuni, in modo da consentire l’adeguata attuazione dei programmi di investimento regionali e paneuropei", ha dichiarato Debora Revoltella, Capo Economista della BEI.

Il Vicepresidente della BEI Ricardo Mourinho Felix ha affermato che "gli investimenti dei comuni sono basilari ai fini di un sostegno coerente a persone e imprese. Vista la quota significativa di investimenti pubblici effettuati dai comuni, è imperativo che siano dotati delle risorse necessarie, delle conoscenze specialistiche e delle solide reti di cooperazione finalizzate a un’efficace attuazione degli investimenti. In un tempo in cui il mondo si evolve rapidamente, i comuni svolgono un ruolo sempre più critico nelle transizioni verde e digitale. Favorire pratiche sostenibili in ambiti come la pianificazione urbana, l'efficienza energetica, la gestione dei rifiuti e i trasporti, significa necessariamente migliorare le competenze in tutta Europa. L’Indagine della BEI sui comuni fornisce preziose informazioni sulle strategie di adattamento dei comuni e sottolinea gli importanti fabbisogni da soddisfare in futuro."

L'attività della BEI nelle regioni di coesione

La BEI ha pubblicato oggi anche una nuova relazione contenente un’analisi dell'attività del Gruppo BEI nelle regioni della coesione dell'Europa nel 2022. Al centro dell’attenzione vi è il contributo Gruppo all'innovazione per favorire una transizione verde e digitale inclusiva e il suo impatto macroeconomico. Il Gruppo BEI ha erogato 28,4 miliardi di euro a favore di progetti situati nelle regioni della coesione durante il 2022. Il sostegno all'innovazione ha rappresentato il 25% dei prestiti totali della BEI nello stesso anno, di cui 4,6 miliardi di euro (34%) nelle regioni di coesione. Crescono gli investimenti verdi: analogamente al 2021, la loro quota è stata superiore nei prestiti alla coesione rispetto a quelli riguardanti l’insieme dell’UE, in linea con l’orientamento alla coesione della BEI, che esprime l’impegno della Banca ad aumentare notevolmente la quota di prestiti all’azione per il clima e all’ambiente nelle regioni della transizione e in quelle meno sviluppate.

La Vicepresidente Lilyana Pavlova  ha così commentato: "Visto che la coesione regionale risente notevolmente dell’incertezza geopolitica, dell'arrivo di rifugiati e dello shock energetico, le città e le regioni devono ancora trasformarsi per raggiungere gli obiettivi climatici dell'Unione europea e colmare il divario digitale. L’innovazione è fondamentale per affrontare queste sfide. Il Gruppo BEI mette a disposizione un ricco novero di strumenti finanziari e di advisory a sostegno di questi obiettivi politici che hanno dimostrato di produrre un impatto concreto.

Per saperne di più e accedere alla relazione integrale, cliccare qui .

Informazioni generali

Il Dipartimento Studi economici della BEI

Il Dipartimento Studi economici della BEI fornisce ricerche e studi economici, nonché analisi uniche delle attività di investimento nell'Unione europea e non solo, e sostiene la Banca nelle sue operazioni e nella definizione del proprio posizionamento, della propria strategia e politica. Il Dipartimento, composto da un team di 40 economisti, è guidato da Debora Revoltella, Capo Economista della BEI.

Il sostegno alla coesione da parte del Gruppo Banca europea per gli investimenti

La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l'istituzione di finanziamento a lungo termine dell'Unione europea e i suoi azionisti sono gli stessi Stati membri. Eroga finanziamenti di lungo periodo per investimenti validi al fine di contribuire agli obiettivi strategici dell'UE. Il finanziamento di progetti che aiutano a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea è al centro delle operazioni della BEI fin dalla sua istituzione nel 1958.

I prestiti della Banca nelle aree della coesione riguardano l’intero spettro dell’attività economica e fanno necessariamente riferimento ad almeno una delle quattro priorità della BEI: innovazione (digitale e capitale umano); città e regioni sostenibili; energia e risorse naturali sostenibili; piccole e medie imprese (PMI) e finanza per le imprese di media capitalizzazione (mid-cap). Le regioni della coesione in cui è attiva la BEI comprendono le regioni meno sviluppate (PIL pro capite inferiore al 75% della media UE) e quelle in transizione (PIL pro capite compreso tra il 75% e il 100% della media UE), secondo la definizione della mappa della politica di coesione dell’UE.