- Il finanziamento contribuirà alla conversione di parte della raffineria di Sannazzaro in un impianto per la produzione di biocarburanti, a supporto della decarbonizzazione del settore dei trasporti.
- È il secondo accordo di finanziamento siglato da BEI e Eni in ottica di promozione della bioraffinazione, dopo quello del luglio 2025 per la conversione della raffineria di Livorno.
- Il progetto aumenterà la produzione di biocarburanti diesel HVO e carburante sostenibile per l’aviazione (SAF-biojet), con benefici in termini di maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale.
La Banca europea per gli investimenti (BEI) ed Eni hanno firmato oggi un nuovo finanziamento da 500 milioni di euro a 15 anni per la conversione di alcune unità della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) in bioraffineria. L’accordo è stato firmato dalla Vicepresidente della BEI, Gelsomina Vigliotti, e dall’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi.
Il progetto prevede la conversione dell’impianto Hydrocracker (HDC2) mediante la tecnologia Ecofining™ e la costruzione di un impianto per il pretrattamento degli scarti come oli esausti da cucina e grassi animali, e residui dell’industria agroalimentare, che sono la carica prevalente con cui Enilive produce i biocarburanti HVO.
Grazie alla tecnologia proprietaria Ecofining™, Enilive, società di Eni per una mobilità più sostenibile, produce l’HVO (olio vegetale idrogenato), un biocarburante da materie prime rinnovabili[1], come ad esempio gli oli da cottura e residui dell’industria agroalimentare, che è utilizzabile anche in purezza dalle motorizzazioni validate e che è già distribuito in oltre 1600 stazioni di servizio Enilive in Europa. L’impianto di Sannazzaro avvierà la produzione di biocarburanti HVO diesel e SAF-biojet per l’aviazione dal 2028, e avrà una capacità produttiva di circa 550mila tonnellate/anno.
L’iniziativa permetterà, in sinergia con le utilities e infrastrutture esistenti, di affiancare alla produzione di carburanti tradizionali, quella di biocarburanti HVO diesel e SAF, per contribuire alla riduzione dell’impronta carbonica dei trasporti e alla decarbonizzazione del settore aereo, per il quale oggi i SAF sono l’unica soluzione già disponibile. Il progetto, aumentando la diversificazione dei prodotti offerti sul mercato, rafforzerà anche la sicurezza energetica italiana ed europea e contribuirà agli obiettivi di RePowerEU, grazie all’aumento della capacità produttiva europea di biocarburanti.
L’accordo fa seguito a quello sempre da 500 milioni di euro siglato nel luglio 2025 per la conversione della raffineria di Livorno in bioraffineria. La trasformazione di parte della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in bioraffineria contribuisce all’obiettivo strategico di Enilive di raggiungere 5 milioni di tonnellate di capacità produttiva di biocarburanti entro il 2030, di cui oltre 2 milioni di tonnellate di capacità produttiva di SAF. Attualmente la produzione di biocarburanti avviene nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e di Gela, e nella bioraffineria St. Bernard Renewables LLC (joint venture partecipata al 50%) in Louisiana (Stati Uniti d’America). A queste si aggiungeranno nel 2026 la terza bioraffineria in Italia, a Livorno, e, a seguire, le due bioraffinerie attualmente in costruzione in Malesia e in Corea del Sud e una quarta in Italia, in Sicilia a Priolo, verrà realizzata insieme a Q8 entro il 2028.
Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI, ha dichiarato: “Questo finanziamento rappresenta un sostegno strategico a un progetto di alto valore ambientale e industriale, contribuendo alla decarbonizzazione del settore dei trasporti, in particolare di quello aereo. Tramite questa iniziativa, la BEI mira a rafforzare la capacità europea di produrre carburanti avanzati e promuove un uso circolare e sostenibile delle risorse.”
Claudio Descalzi, AD di Eni, ha dichiarato: “Questo ulteriore accordo con la BEI rappresenta un’importante conferma dell’efficacia e della solidità della strategia che stiamo eseguendo con i nostri business legati alla transizione energetica. Per realizzare una transizione concreta verso energie sempre più a ridotto impatto ambientale occorre creare business in grado di crescere e generare valore , e noi l’abbiamo fatto integrando tecnologia e capacità di esecuzione di progetti industriali, da un lato, con un parco clienti ampio e in crescita, dall’altro. Vediamo nella bioraffinazione e nei biocarburanti un tassello fondamentale per contribuire alla progressiva decarbonizzazione dei trasporti, utilizzabile in tutti gli ambiti di questo settore e già adeguato alle caratteristiche della domanda esistente. Siamo il secondo produttore di biocarburanti in Europa e stiamo lavorando a tre conversioni di bioraffinerie in Italia, dopo averne completate già due, Venezia e Gela, che stanno contribuendo significativamente a un approvvigionamento più sostenibile sotto il profilo ambientale del settore dei trasporti”
La domanda di SAF, trainata dagli obblighi di miscelazione del Regolamento ReFuelEU Aviation, è destinata a crescere rapidamente dal 2030, consolidando la solidità tecnica ed economica dell’iniziativa e la sua maggiore sostenibilità nel lungo termine. I biocarburanti da olio vegetale idrotrattato (HVO) hanno un ruolo fondamentale perché possono dare un contributo immediato alla riduzione delle emissioni (calcolate lungo l’intera catena del valore) del settore dei trasporti, incluso il trasporto aereo, su strada, marittimo e ferroviario. La conversione del sito di Sannazzaro è in linea con la strategia di Eni e di Enilive di aumentare la produzione di biocarburanti a fronte dalla crescente domanda in Europa e in Italia, sia per gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalla RED III (Renewable Energy Directive), sia per gli obblighi di immissione al consumo di biocarburanti in purezza definiti dalla normativa italiana. A livello globale, nel 2024 i biocarburanti hanno inciso per il 4% sul totale dell’energia consumata nei trasporti e si prevede che raggiungeranno il 9% nel 2035 e il 12% nel 2050 sulla base dello scenario IEA Net Zero del World Energy Outlook 2025.
Informazioni generali
Il Gruppo BEI
Il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) è il braccio finanziario dell’Unione europea, di proprietà dei 27 Stati membri, ed è una delle più grandi banche multilaterali di sviluppo al mondo. Nel 2025 il Gruppo BEI ha firmato 100 miliardi di euro di nuovi finanziamenti e servizi di advisory a favore di oltre 870 progetti ad alto impatto in otto priorità chiave a sostegno degli obiettivi di policy dell’UE: azione per il clima e ambiente, digitalizzazione e innovazione tecnologica, sicurezza e difesa, coesione territoriale, agricoltura e bioeconomia, infrastrutture sociali, solide partnership globali e unione del risparmio e degli investimenti. Oltre ai prestiti di lungo periodo per grandi infrastrutture, il Gruppo BEI mobilita investimenti privati per progetti e imprese innovative ad alto rischio, con un ruolo crescente nei mercati europei del venture debt, del venture capital, delle garanzie e delle cartolarizzazioni.
Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) è la controllata del Gruppo BEI specializzata nella fornitura di garanzie e capitale di rischio per migliorare l’accesso ai finanziamenti delle piccole e medie imprese e delle startup in Europa. In qualità di investitore di riferimento, attraverso un’ampia rete di banche partner e fondi di investimento, il FEI mobilita capitali privati e sostiene l’ecosistema dei fondi di venture capital a supporto degli imprenditori europei innovativi.
Nel 2023 il FEI, insieme a sei Stati membri (Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi), ha lanciato la European Tech Champions Initiative, un fondo di fondi volto a sostenere la crescita delle startup innovative. A febbraio 2026, l’iniziativa ha già consentito la creazione di 14 mega-fondi europei di venture capital e la crescita di 40 imprese, incluse 11 unicorn (con oltre 1 miliardo di euro di capitale). Le foto dei portavoce e della sede del Gruppo BEI, i file del logo e i video B‑roll per uso media sono disponibili qui.
Eni è una global energy tech company presente in 62 Paesi, con oltre 32.000 dipendenti, integrata lungo l’intera catena del valore. Eni ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, attraverso la progressiva decarbonizzazione dei propri processi e i prodotti. Per raggiungerlo, da oltre 10 anni investe in ricerca, sviluppo e applicazione di tecnologie game-changer, che possano accelerare la transizione verso soluzioni progressivamente più sostenibili, come la cattura e lo stoccaggio del carbonio e l’energia da fusione, che in futuro potrebbe permettere di generare energia sicura, virtualmente illimitata e a zero emissioni. Eni è leader nel supercalcolo, una leva fondamentale per la competitività: il supercomputer Eni è tra i sistemi piùpotenti al mondo e l’azienda è già impegnata nella nuova frontiera tecnologica del calcolo quantistico. Le attività tradizionali di esplorazione e produzione di idrocarburi di Eni continuano a generare valore, supportando la transizione e garantendo, al contempo, l’approvvigionamento energetico anche attraverso la diversificazione delle fonti.
[1] Ai sensi della Direttiva europea sulle Energie Rinnovabili.