La BEI lancia nuovi prestiti a favore delle PMI

La BEI stanzia 30 miliardi di euro per le PMI europee sotto forma di nuovi prestiti da erogare per il tramite delle banche commerciali

Su richiesta dei Ministri delle Finanze dell’Unione europea, formulata nell’ambito del Consiglio informale tenutosi a Nizza il 12-13 settembre 2008, il Gruppo Banca europea per gli investimenti (Gruppo BEI) intensifica e modernizza il suo appoggio alle piccole e medie imprese europee, per aiutarle a superare l’attuale crisi del credito.

A tal fine, il Consiglio di amministrazione della BEI ha adottato il 23 settembre una prima serie di misure:

  • La BEI intende destinare nel periodo 2008-2009 una somma di 15 miliardi di euro a prestiti per le piccole e medie imprese europee, da erogare tramite banche commerciali, nell’ambito di uno stanziamento complessivo di 30 miliardi di euro da accordare entro il 2011. Si tratta di un aumento considerevole rispetto alla sua normale attività di finanziamento in questo settore. La BEI, dunque, intende fare di più, ma anche fare meglio: essa ha infatti messo a punto una nuova formula di finanziamento, denominata «prestiti BEI per le PMI», che continuerà a utilizzare le banche commerciali come canali ma sarà più semplice, più flessibile e trasparente affinché a trarne beneficio sia un maggior numero di PMI. Questo meccanismo rinnovato è il risultato dell’ampia consultazione degli attori del mercato delle PMI condotta dalla BEI nel periodo 2007-2008.
  • Successivamente, entro la fine dell’anno, la BEI proporrà alle banche intermediarie prodotti più sofisticati con ripartizione dei rischi per facilitare l’accesso a quei segmenti di mercato nei quali le banche commerciali hanno difficoltà di penetrazione (quelli delle PMI per le quali il rischio è ritenuto troppo elevato o le garanzie sono considerate insufficienti).

I prestiti BEI a favore delle PMI:

Nel concreto, chi può beneficiare dei nuovi prestiti BEI per le PMI? Quali tipi di progetti possono essere finanziati? Quali sono le procedure da seguire per ottenere un prestito BEI per le PMI? Ecco di seguito un vademecum delle cose da sapere per beneficiare delle nuove misure adottate il 23 settembre dal Consiglio di amministrazione della BEI.
  • Chi può beneficiare di un prestito BEI per le PMI?

Tutte le imprese autonome con meno di 250 dipendenti. Non possono beneficiarne le filiali e le società holding di gruppi industriali, poiché questi prestiti BEI sono riservati alle piccole e medie imprese.

  • Per finanziare che cosa?

I prestiti BEI per le PMI possono essere destinati a sostenere tutti i tipi d’investimenti o spese necessari per lo sviluppo, in senso lato, di una piccola impresa. Gli investimenti possono quindi essere:

  • materiali, ossia l’acquisto di beni strumentali o di beni immobili. In linea di principio, resta escluso l’acquisto di terreni, a meno che non sia vitale per l’investimento in questione, ma è completamente escluso l’acquisto di terreni agricoli.
  • immateriali, come il finanziamento di spese direttamente connesse ad attività di ricerca-sviluppo, la creazione o il rilevamento di reti di distribuzione, anche in un altro Stato membro dell’Unione europea, il deposito o l’acquisto di brevetti, ovvero i costi sostenuti per la cessione di un’impresa, laddove l’operazione consenta la prosecuzione dell’attività economica (quando l’acquirente e l’impresa messa in vendita sono PMI e l’ammontare del finanziamento della cessione non supera 1 milione di euro).
  • l’aumento permanente del capitale d’esercizio necessario per sviluppare una PMI in fase di espansione.

Praticamente in tutti i settori dell’economia:

I prestiti BEI per le PMI possono finanziare investimenti in tutti i settori economici, salvo armi, gioco d’azzardo, tabacco, attività che comportino esperimenti su animali, attività il cui impatto ambientale non possa essere fortemente ridotto o compensato, settori moralmente o eticamente controversi (quali la clonazione di esseri umani) e lo sviluppo edilizio puro e semplice.

Sono altresì escluse le operazioni puramente finanziarie (per esempio le acquisizioni di imprese), eccezion fatta per la cessione di imprese nella fattispecie sopra descritta.

  • Per quale importo e a quali condizioni?

I prestiti BEI per le PMI possono finanziare investimenti di qualsiasi importo, dai progetti più piccoli agli investimenti con un costo massimo di 25 milioni di euro. Il sostegno della BEI può essere accordato per prestiti di durata generalmente compresa fra 2 e 12 anni. La durata effettiva dipende dalla durata di vita economica del progetto da finanziare. L’importo massimo sostenuto dalla BEI non può superare 12,5 milioni di euro per singolo prestito.

I prestiti BEI per le PMI saranno erogati in tutta l’Unione europea per il tramite di banche commerciali, alle quali è demandato il compito di valutare le singole domande di finanziamento presentate dalle PMI. Nella maggior parte dei casi, la decisione di erogare o meno il prestito alla PMI sarà a completa discrezione della banca intermediaria. L’intervento della BEI servirà a migliorare le condizioni finanziarie del prestito accordato, ed essa si accerterà che le PMI interessate vengano puntualmente informate di tali condizioni favorevoli.

Per determinate operazioni, la BEI potrà intervenire anche in regime di ripartizione del rischio con la banca partner o con finanziamenti di tipo «mezzanine». Le modalità pratiche di queste due opzioni saranno precisate in seguito.

  • A chi rivolgersi?

Sono oltre un centinaio, distribuite nei 27 Stati membri dell’Unione europea, le banche che già collaborano regolarmente con la BEI. Per ogni Paese, sono reperibili le loro coordinate, aggiornate regolarmente.

  • Quando saranno disponibili i nuovi prestiti BEI per le PMI?

I primi prestiti BEI per le PMI secondo la nuova formula saranno disponibili in numerosi Paesi dall’inizio di ottobre. Essi saranno oggetto di annunci separati.

  • Quali vantaggi avranno le PMI dai nuovi prestiti BEI?

La BEI è la banca dell’Unione europea. Grazie al suo statuto e ai suoi azionisti – i 27 Stati membri – essa gode del massimo rating (AAA) sui mercati dei capitali, sui quali può dunque raccogliere fondi a condizioni favorevoli, condizioni che poi trasmette ai beneficiari dei suoi prestiti, in particolare alle PMI attraverso le banche intermediarie. Queste ultime s’impegnano a informare concretamente e singolarmente le PMI (ad esempio mediante una circolare) dell’intervento della BEI e dei suoi effetti sulle condizioni finanziarie del prestito accordato.

  • I nuovi prestiti BEI per le PMI saranno disponibili in tutti i Paesi dell’Unione europea?

Si, i prestiti BEI per le PMI possono sostenere investimenti nei 27 Stati membri dell’UE.

  • Qual’è la provenienza dei 30 miliardi di euro che la BEI mette a disposizione delle PMI?

La BEI svolge un’attività dedicata a obiettivi politici (policy-driven), che non pesa sul bilancio dell’Unione europea né sui contribuenti dei singoli Stati membri. Essa raccoglie le sue risorse in modo autonomo sui mercati dei capitali (oltre 50 miliardi di euro nel 2007), svolgendo quindi un’attività di orientamento del risparmio al servizio delle politiche dell’Unione e destinando allo sviluppo dell’economia europea il considerevole volume di fondi che raccoglie su scala mondiale.


Nuovi prodotti in preparazione

Successivamente, entro la fine dell’anno, la BEI proporrà alle banche intermediarie prodotti più sofisticati con ripartizione dei rischi per facilitare l’accesso a quei segmenti di mercato nei quali le banche commerciali hanno difficoltà di penetrazione (quelli delle PMI per le quali il rischio è ritenuto troppo elevato o le garanzie sono considerate insufficienti). Saranno messi a punto tre tipi di strumenti:

  • prestiti in regime di ripartizione dei rischi con le banche, con i quali la BEI garantisce una parte del rischio totale assunto dalla banca intermediaria;
  • prestiti per i quali la BEI assume direttamente il rischio legato alla PMI beneficiaria, parallelamente alla banca intermediaria;
  • prodotti cosiddetti «mezzanine» per le PMI in forte crescita, o «gazzelle». Tramite la sua controllata, il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), il Gruppo BEI fornirà prestiti di partecipazione, strumenti assimilabili a quasi-capitale proprio, che consentiranno alle «gazzelle» di migliorare la propria capacità di accesso al credito bancario senza necessariamente dover aprire il proprio capitale sociale alla partecipazione esterna o dover fornire garanzie elevate (questo tipo di prestito, infatti, viene convertito in azioni solo se la società non è in grado di rimborsarlo).

Infine, la BEI e la Commissione europea lavoreranno di concerto alla creazione di un fondo paneuropeo di microcredito destinato alle piccolissime imprese. Il fondo servirà a erogare, tramite una trentina di istituti europei di microcredito, prestiti per la costituzione e lo sviluppo di microimprese e per fornir loro assistenza tecnica,  in particolare se situate in zone sensibili.


Contesto generale

La BEI partecipa al finanziamento delle PMI da 40 anni

Il Gruppo BEI finanzia le PMI fin dal 1968 e i suoi governatori – i Ministri delle Finanze dei 27 Stati membri dell’Unione europea – hanno inserito questa attività, nel 2005, tra le cinque priorità operative della Banca.

Fino al 2007, nel settore PMI il Gruppo BEI operava attraverso tre tipi di prodotti, forniti nei 27 Stati membri dell’Unione europea tramite più di 200 banche commerciali e quasi 300 fondi di private equity:

  • linee di credito BEI accordate a banche commerciali per l’erogazione di finanziamenti a medio-lungo termine per gli investimenti delle PMI in beni materiali, un’attività di prestiti con un volume annuo di quasi 5 miliardi di euro che andava a beneficio di circa 50 000 PMI all’anno;
  • capitale di rischio:  dal 2000 a oggi, il FEI ha investito 4,4 miliardi di euro in 273 fondi di capitale di rischio, che assumono partecipazioni nel capitale di PMI, per lo più di quelle più innovative e con elevato potenziale di crescita (Strategia di Lisbona). Grazie a questi fondi, sono state create in tutta l’Unione europea oltre 800 000 PMI dal 2001.
  • garanzie bancarie, anch’esse fornite dal FEI. Con 190 operazioni è stato possibile garantire parzialmente impegni di prestiti bancari alle PMI per 11,6 miliardi di euro. Grazie a tale ripartizione del rischio commerciale con le banche, il FEI sposta il rischio e riduce quindi il livello delle riserve che le banche sono tenute a costituire in applicazione del Basilea II, stimolando, con questa leva finanziaria indiretta, l’erogazioni di prestiti bancari alle PMI.

La BEI: una soluzione miracolosa?

No, la BEI non possiede la panacea per tutti i mali. Tuttavia, in un periodo in cui la maggior parte degli Stati membri dispone di un margine di manovra ridotto e il settore bancario deve affrontare una grave crisi finanziaria, il Gruppo BEI può dare un contributo con strumenti flessibili ed efficaci. Pur appartenendo agli Stati membri, la Banca non pesa sul bilancio dell’Unione europea né sui contribuenti dei singoli Stati, poiché si procura le risorse finanziarie sui mercati dei capitali (con una raccolta di oltre 50 miliardi di euro nel 2007) in modo autonomo e senza la garanzia degli Stati membri. Essa svolge quindi un’attività di orientamento del risparmio al servizio delle politiche dell’Unione, destinando allo sviluppo dell’economia europea il considerevole volume di fondi che raccoglie su scala mondiale.


 

 



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